Aria nuova..
Marzo 31, 2008
Sabato scorso c’è stato, come evidenziato nel blog alcuni giorni fa, l’intervento di Beppe Grillo a Palermo. Inizialmente doveva svolgersi al giardino inglese alle 20, ma a poche ore dall’inizio, il comune ha ritirato il suo benestare. Così è stato tutto spostato nella bellissima piazza Magione. Erano le 21 e ancora poca gente in vista. Grillo è arrivato intorno alle 22 e per quell’ora la piazza era gremita di giovani (nonostante qualcuno abbia tentato di boicottare l’evento mettendo in giro la voce che Grillo non sarebbe venuto)! Secondo quanto riportato dal blog di Beppe Grillo erano presenti 10.000 persone. Incredibile! Chi l’avrebbe mai detto! Sfido qualsiasi partito o movimento politico a raccogliere tanta gente e soprattutto tanti giovani. Un tripudio per Grillo, acclamato dalla folla. Si respirava un’aria nuova, frizzante, pulita…mai respirata prima. O almeno è stata questa la mia impressione.
Grillo ha presentato la candidata alla presidenza della regione Sicilia della lista civica “Amici di Beppe Grillo”, Sonia Alfano. Devo dire che mi ha fatto un’ottima impressione. Tipa davvero carismatica e circondata da gente che ha voglia di fare, di cambiare, di migliorare!! Mi è dispiaciuto però non aver sentito parlare in nessuna tv locale di quella bella serata. Forse davvero l’informazione è asservita alla politica? forse fa davvero così paura la parola “cambiamento” ai nostri politici? lascio giudicare voi.
Non voglio convincervi a votare per questo o quell’altro candidato (ci mancherebbe!), ma credo che chi si è informato un pò sulla rete (dove l’informazione è davvero libera), chi ha letto gli articoli segnalati nei precedenti post (ad esempio questo), chi ragiona con un pò di attenzione sullo stato della politica oggi, sul malcontento generale…beh credo che non abbia bisogno di pensarci su troppo!
Abbiamo già inserito i programmi elettorali degli altri schieramenti (anche se bisogna, prima dei programmi, considerare la gente che ci governerà, visto che con questa legge elettorale NON possiamo scegliere direttamente i nostri rappresentanti) e a breve inseriremo anche il programma politico di Sonia Alfano.
Di seguito trovate uno spezzone dell’intervento preso da YouTube.
Alla prossima.
Il programma del Pdl, sette missioni per rilanciare l’Italia
Marzo 29, 2008
1) Rilanciare lo sviluppo e contiene misure per le imprese e il lavoro come, fra l’altro: detassazione di straordinari, premi e incentivi legati a incrementi di produttivita’, graduale detassazione delle tredicesime o di una mensilita’, versamento Iva dovuto solo dopo il reale incasso della fattura, riforma degli studi di settore, graduale e progressiva abolizione dell’Irap, a partire dall’abolizione dell’Irap sul costo del lavoro e sulle perdite e graduale riduzione dell’Iva sul turismo. Nella stessa missione rientrano, per quanto riguarda le infrastrutture, nuove fonti di energia e telecomunicazioni, il rilancio della ”Legge Obiettivo” e delle Grandi Opere con priorita’ alle Pedemontane lombarda e veneta, al Ponte sullo Stretto di Messina e all’Alta velocita’ ferroviaria, il rilancio del trasporto aereo, con la valorizzazione e lo sviluppo degli ”Hub” di Malpensa e di Fiumicino, la partecipazione ai progetti europei di energia nucleare di ultima generazione; per quanto riiguarda il lavoro si parla di attuazione della Legge Biagi. Inoltre si parla di liberalizzazioni dei servizi privati e pubblici, ”portabilità” dei rapporti con le banche, interventi a favore del ‘Made in Italy’ e sulla Ue per difendere la nostra produzione. Non ultimo un intervento sulla riorganizzazione e digitalizzazione della P.A.
2) Sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro”. Si parte dal principio “Meno tasse” che si articola nella totale eliminazione dell’Ici sulla prima casa, la graduale e progressiva introduzione del ”quoziente familiare” che tiene conto della composizione del nucleo familiare, l’abolizione delle tasse sulle successioni e sulle donazioni, la graduale e progressiva diminuzione della pressione fiscale sotto il 40% del prodotto interno lordo. Un piano “casa per tutti”, volto a costruire alloggi per i giovani e per le famiglie che ancora non dispongono di una casa in proprieta’. Ogni Regione determinera’ i criteri di assegnazione su cui costruire le graduatorie. E ancora: reintroduzione del ‘bonus bebè’, riduzione dell’Iva su latte e alimenti per infanzia, scelta fra scuola pubblica e privata, libri di scuola gratuiti per le famiglie meno agiate, asili aziendali e pensioni minime più alte. Per i giovani si punta a un periodo ‘no tax’ per le iniziative imprenditoriali e professionali. Infine un ”bonus locazioni” per aiutare le giovani coppie e i meno abbienti a sostenere l’onere degli affitti.
3) Piu’ sicurezza, piu’ giustizia, il futuro governo a guida Berlusconi si impegna su un aumento progressivo delle risorse per la sicurezza, la maggiore presenza sul territorio delle forze dell’ordine ed incremento della polizia di prossimita’. E inoltre, via libera all’apertura di nuovi Centri di permanenza temporanea per l’identificazione e l’espulsione dei clandestini, il contrasto all’insediamento abusivo di nomadi e allontanamento di tutti coloro che risultino privi di mezzi di sostentamento legali e di regolare residenza. Viene confermato il collegamento stabilito nella Legge Bossi-Fini fra permesso di soggiorno e contratto di lavoro e contrasto allo sfruttamento illegale del lavoro degli immigrati. Per la lotta al terrorismo si parla di stretto controllo dei centri collegati alla predicazione fondamentalista. Sul fronte del sistema giudiziario, si programma il completamento della riforma dei codici, l’attuazione dei principi costituzionali del giusto processo per una maggiore tutela delle vittime e degli indagati, l’aumento delle risorse per la giustizia, la garanzia della certezza della pena, inasprimento delle pene per i reati di violenza sui minori e sulle donne; gratuito patrocinio a favore delle vittime; istituzione del Tribunale della famiglia, per garantire i diritti fondamentali dei componenti del nucleo familiare, la costruzione di nuove carceri e ristrutturazione di quelle esistenti. Inoltre: distinzione delle funzioni nella magistratura, intercettazioni limitate ai reati ”più gravi” con pesanti sanzioni a carico di chi le diffonde e le pubblica.
4) Servizi ai cittadini: sanita’, scuola, universita’, ricerca, cultura e ambiente”. Per il primo punto, eliminazione delle liste d’attesa, incentivazione del rinnovamento tecnologico delle strutture ospedaliere e della realizzazione di nuove strutture, in particolare al Sud, in accordo con le Regioni, trasparenza nella scelta dei manager nelle aziende pubbliche sanitarie, con graduatorie che valorizzino il merito e la qualificazione professionale. Inoltre, riforma della Legge 180 del 1978 in particolare per cio’ che concerne il trattamento sanitario obbligatorio dei disturbati psichici. Sul fronte di scuola, universita’, ricerca e cultura, il programma del Pdl riprende, fra l’altro, il piano delle ”3 i”: inglese, impresa, informatica. E poi: commisurazione degli aumenti retributivi a criteri meritocratici con riconoscimenti agli insegnanti piu’ preparati e piu’ impegnati. E’ prevista la libera, graduale e progressiva trasformazione delle Universita’ in Fondazioni associative, aperte ai contributi dei territori, della societa’ civile e delle imprese, garantendo a tutti il diritto allo studio. Si pianifica inoltre la realizzazione dei ”Fondi dei fondi” per finanziare gli investimenti in ricerca sul modello di quanto realizzato in Francia. Per l’ambiente si introduce la destinazione di un ”5 per mille” apposito.
5) Il Sud. Il Pdl lavorera’ ad un Piano decennale straordinario concordato con le Regioni per il potenziamento, completamento e realizzazione delle infrastrutture. E poi: realizzazione di un piano strategico di riconversione dell’industria chimica pesante (impianti petrolchimici e centrali termoelettriche) ispirato alle nuove tecnologie. Pieno e tempestivo utilizzo dei fondi comunitari attraverso nuove intese istituzionali di programma; realizzazione della Banca del Sud, federalismo fiscale solidale e misure di fiscalita’ di sviluppo (fiscalita’ compensativa) a favore delle aree svantaggiate; · contrasto alla criminalita’ organizzata; piano di emergenza per la sicurezza e la legalita’.
6) Federalismo: attuazione al disposto dell’articolo 119 della Costituzione, assegnando agli enti territoriali le piu’ idonee fonti di finanziamento. A tale scopo si punta all’approvazione da parte del Parlamento della proposta di legge ”Nuove norme per l’attuazione dell’art. 119 della Costituzione”, adottata dal Consiglio Regionale della Lombardia il 19 giugno 2007.
7) Un piano straordinario di finanza pubblica. Si parte da una premessa: “La realizzazione del nostro programma e’ sottoposta a 3 vincoli esterni essenziali: il vincolo costituito dalla crisi economica in atto nel mondo ed in Italia”, il vincolo “imposto dagli impegni di Trattato europeo, impegni che l’Italia ha assunto e che il nostro prossimo governo intende rispettare”, il vincolo costituito “dall’attuale instabile equilibrio dei conti pubblici italiani”. In ogni caso, si legge nel programma, “non metteremo le mani nelle tasche dei cittadini. Non aumenteremo dunque la pressione fiscale. Anzi ci sforzeremo di ridurla. Fermo l’obiettivo di contrasto e di recupero dell’evasione fiscale”. In sintesi, la proposta e’ quella di un “grande e libero patto tra Stato, Regioni, Province, Comuni, risparmiatori ed investitori”. Un patto che: realizzi il federalismo fiscale solidale.
Partito Democratico, ecco i 12 punti
Marzo 29, 2008
1. Lo Stato: ’spendere meglio e meno allo scopo di arrivare a ridurre il deficit e il debito pubblico sotto il 90% del Pil.
2. Per un fisco amico dello sviluppo e prevede per il 2008 una detrazione più alta per il lavoro dipendente, un abbassamento delle aliquote Irpef dal 2009 di un punto l’anno per tre anni, una dote fiscale di 2500 euro per i figli, detrazione per l’affitto pagato e aliquota fissa su quello percepito. Per le imprese si favorisce la capitalizzazione tramite sconti di imposta. Il tutto nel quadro del federalismo fiscale.
3. Cittadini e imprese più sicuri, con l’approvazione del Pacchetto sicurezza, la certezza della pena, più agenti nelle strade.
4. Diritto alla giustizia giusta che prevede fra l’altro: accorpamento dei Tribunali, processo telematico, specializzazione dei magistrati. Un capitolo del quarto punto è dedicato a “Garanzie e diritti”: le intercettazioni servono all’autorita’ giudiziaria ma “ci sia chi risponda delle violazioni del diritto alla riservatezza”. Morando ha spiegato che il responsabile del procedimento non può che essere individuato nel Pubblico ministero. In questa parte del programma si assume l’impegno a prevenire l’accanimento terapeutico anche attraverso il testamento biologico, e si sancisce che “il Pd promuove il riconoscimento dei diritti delle persone stabilmente conviventi”.
5. L’ambientalismo del fare indica come prioritari il superamento della dipendenza dal petrolio attraverso il ricorso alle fonti rinnovabili, valutazione di impatto ambientale da concludersi in tre mesi, impianti di rigassificazione, e sistema di trasporti sempre piu’ basato su ferrovie. Nel documento si decreta il “basta con l’ambientalismo del ‘no’”, e il “si’ ad infrastrutture moderne e sostenibili”, chiamando le cose “con il loro nome: rigassificatori, termovalorizzatori, Tav Lione-Torino-Trieste”.
6. “Stato sociale: più eguaglianza e più sostegno alla famiglia, per crescere meglio”. Si prevede una sola Agenzia nazionale per la sicurezza sul lavoro, misure per incentivare la possibilita’ di ricorrere agli asili nido, scuole elementari aperte anche il pomeriggio, compenso minimo legale di 1000-1100 euro netti mensili per i precari. Conto la legge Bossi-Fini, che Morando ha sostenuto aver “prodotto clandestini”, il ricorso agli sponsor garantiti e certificati e poi il voto agli immigrati nelle elezioni amministrative. Nella sanità, stop alle “nomine clientelari e partitiche”. E ancora, attuazione della legge 194 in tutte le sue parti.
7. Scuola, Università e ricerca. L’obiettivo è di portare al diploma il 95% degli studenti, più ore di matematica e, fra l’altro, “cento nuovi campus della scuola dell’obbligo pronti entro il 2010. Per i ricercatotori, si punta a “garantire a 1.000 giovani ricercatori ad alto potenziale di lavorare liberi attorno alle proprie idee”.
8. Imprese più forti per competere meglio, con incentivi alle piccole e medie imprese, la contendibilita’, le liberalizzazioni e norme sul conflitto di interessi. Contro la burocrazia, si pensa di restituire sotto forma di credito di imposta il 50% del costo che ha per i cittadini l’introduzione di nuove procedure.
9. Concorrenza produce crescita”: il nono punto del programma del Pd promette “ogni anno una legge sulla concorrenza”, a cominciare da telefonia, trasporti, distribuzione dei carburanti”.
10. Sud e Mediterraneo con riguardo particolare al sistema dei trasporti.
11. Riforme per una “Democrazia governante. “Le riforme si fanno insieme” si legge nel documento, che propone una Camera con 470 deputati eletti in collegi uninominali scelti con le primarie e con il vincolo di genere, e un Senato delle autonomie con 100 componenti. Governo di 12 ministri con 60 membri complessivi, con premier che ottiene la fiducia dalla sola Camera e che può proporre la revoca dei ministri. Pur non essendo una riforma istituzionale in senso stretto, si propone di introdurre il metodo del calcolo contributivo per i vitalizi dei parlamentari come per tutti i lavoratori. Inoltre, voto ai sedicenni alle amministrative.
12. Oltre il duopolio, la Tv dell’era digitale con l’assegnazione delle frequenze secondo le direttive Ue e il rispetto delle sentenze della Consulta. Per la Rai, Fondazione e un amministratore unico. Inoltre, un fondo per la qualità dei programmi finanziato con il 2% dell’intero fatturato pubblicitario.
I programmi politici
Marzo 29, 2008
Il 13 ed il 14 Aprile saremo chiamati ad esprimere la nostra scelta politica, alcuni dicono per il nostro futuro e poi fanno cadere i governi dopo pochi mesi di attività. In questi giorni siamo stati tutti inondati di e-mail che inondano le nostre caselle di poste elettroniche, di volantini che riempiono le tasche, di lettere che fanno impazzire i nostri postini, senza parlare degli inviti a cene, feste in villa con piscina o addirittura in navi da crociera, ai più modesti dibattiti nelle piazze, mi chiedo a cosa serva tutto…. di certo non cambieremo la nostra idea andando ad una di queste feste o leggendo uno dei tanti manifesti che si incontrano per le vie del paese. Io penso che i cittadini quest’anno più che mai hanno già fatto le loro scelte, alcuni condizionati dai loro ideali o colori che siano, qualcuno da precedenti esperienze, altri guidati da interessi più o meno leciti, altri infine dai loro sogni. Allora non mi resta che ringraziare tutti i partecipanti a questo blog (ormai più di 500) augurandovi che la vostra scelta non venga condizionata da tutto ciò ma che sia semplicemente espressione della nostra libertà.
Mi scuso con i lettori per il mio piccolo sfogo, ma vi assicuro che il mio intento era solamente quello di pubblicare i programmi politici dei partiti candidati alle prossime nazionali, a cui da oggi dedicheremo un po’ del nostro tempo, naturalmente invito tutti a inviarci i vostri commenti sull’argomento. Grazie Carletto.
Il Tibet e l’oppressione cinese
Marzo 21, 2008
Un po’ di storia..
Era il 1951 quando la Cina forte di 40.000 soldati invase il Tibet, considerato da sempre facente parte del loro impero. L’occupazione cinese divenne sempre più crudele e violenta. Città, villaggi e monasteri vennero bombardati, la popolazione tibetana violentata, torturata, deportata e massacrata. Le sacre reliquie furono distrutte, i bambini costretti a sparare ai propri genitori, gli studenti obbligati ad uccidere i loro insegnanti. Numerosi di questi fatti furono confermati dai rapporti della Commissione Internazionale di Giustizia di Ginevra. Dopo varie rivolte contro l’esercito cinese e le conseguenti repressioni, il Dalai Lama e i componenti del governo furono costretto a fuggire per sempre dal paese per rifugiarsi in India, dove risiedono tuttora. Il governo in esilio fu dichiarato illegale da parte della Repubblica popolare cinese. Durante gli ultimi anni il governo cinese ha continuato l’opera di annientamento culturale e territoriale del Tibet, distruggendo monasteri, costruendo basi militari, sfruttando le risorse naturali fino al loro esaurimento, favorendo un massiccio insediamento di comunità cinesi e causando così la fuga di migliaia di tibetani dal loro paese d’origine.
..la situazione oggi
Dal 13 marzo 2008 in Tibet sta divampando una forte protesta contro la politica del governo centrale cinese; numerosi monaci sono stati arrestati. Il governo cinese ha accusato il Dalai Lama di fomentare gli scontri che stanno divampando in tutto il paese. Il 16 marzo il governo di Pechino ha oscurato YouTube ed ha espulso dal Paese la stampa estera e i turisti stranieri venendo così accusato di voler nascondere alla popolazione cinese e mondiale la cruenta situazione in corso in Tibet. Intanto in Europa divampa la protesta. Sempre il 16 marzo, a l’Aia in Olanda è stata assaltata l’ambasciata cinese. I manifestanti chiedono la liberazione del Tibet e il boicottaggio della XXIX Olimpiade che si svolgeranno proprio in Cina. Alle 24 del 17 Marzo 2008, è scaduto l’ultimatum del Governo Cinese ai manifestanti di consegnarsi alla polizia. Mentre il Governo Tibetano in esilio parla di centinaia di vittime, il Governo Cinese, dichiara che i morti durante gli scontri sarebbero stati complessivamente 13. Numerosi sono stati gli appelli per il dialogo tra le parti negli ultimi giorni. Dal discorso pronunciato dal Papa a quello di importanti importanti della comunità europea, ma evidentemente le sole parole non bastano: la Cina è determinata a stroncare con tutti i mezzi a loro disposizione ogni atto di ribellione del popolo tibetano.
I buddisti sono uno dei popoli più pacifici della terra. Da decine di anni è in atto nei loro confronti un piccolo olocausto da parte dei cinesi, che stanno cercando di annientare la cultura e la libertà di un popolo dalla tradizione secolare..in tutto questo l’Occidente volta sempre la testa dall’altra parte. Il buddismo non è una religione di conquista, non ha causato stragi secolari come le religioni monoteiste. Il buddista può essere ucciso, ma non uccide.
Noi siamo contro la repressione, per la libertà e l’autodeterminazione di tutti i popoli. Free Tibet.







