Da quando si è insediato il nuovo governo, la nostra democrazia è stata costantemente messa a dura prova. Tutti quelli che credevano che Berlusconi avesse finito di usare i poteri di premier per sbrigare e risolvere i suoi affari personali deve ricredersi. Chi pensava che potesse stavolta (finalmente!) fare gli interessi della nazione si sbagliava di grosso. La situazione è chiara e sotto gli occhi di tutti.

E’ tutto alla luce del sole e qui sta il bello…chi ammirava Berlusconi, nonostante le cose scandalose che sta cercando di fare, continua ad ammirarlo come se gli fosse concesso tutto, anche di minare alla nostra libertà.

Riporto le parole di uno dei pochissimi giornalisti liberi e indipendenti rimasti in Italia oggi.

“Personalmente, annuncio fin d’ora che continuerò a informare i lettori senza tacere nulla di quel che so. Continuerò a pubblicare, anche testualmente, per riassunto, nel contenuto o come mi gira, atti d’indagine e intercettazioni che riuscirò a procurarmi, come ritengo giusto e doveroso al servizio dei cittadini. Farò disobbedienza civile a questa legge illiberale e liberticida. A costo di finire in galera, di pagare multe, di essere licenziato. Al primo processo che subirò, chiederò al giudice di eccepire dinanzi alla Consulta e alla Corte europea la illegittimità della nuova legge rispetto all’articolo 21 della Costituzione e all’articolo 10 della Convenzione europea sui diritti dell’uomo e le libertà fondamentali (“Ogni persona ha diritto alla libertà d’espressione. Tale diritto include la libertà d’opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche…”, con possibili restrizioni solo in caso di notizie “riservate” o dannose per la sicurezza e la reputazione). Mi auguro che altri colleghi si autodenuncino preventivamente insieme a me e che la Federazione della Stampa, l’Unione Cronisti, l’associazione Articolo21, oltre ai lettori, ci sostengano in questa battaglia di libertà. Disobbedienti per informare. Arrestateci tutti.”

Marco Travaglio

Per chi l’avesse persa, vi segnalo la replica della diretta di ieri dal blog di Beppe Grillo.

Prima parte:

Seconda parte:

Marco Travaglio in diretta

Maggio 19, 2008

Ogni lunedì alle ore 14.00 Marco Travaglio parlerà in diretta in streaming audio/video dal blog di Beppe Grillo. Se volete assistere alla diretta sintonizzatevi alla giusta ora e cliccate sul banner in basso.

Libera informazione in libero stato.

passaparola

Riporto un articolo molto interessnte apparso oggi sul blog di Beppe Grillo. E’ bene che certe cose si sappiano!

“Fede costa agli italiani 350.000 euro al giorno. Dal primo gennaio 2006, con effetto retroattivo. La Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia a una multa di circa 130 milioni di euro all’anno se Rete 4 non cederà a Europa 7 le frequenze che Testa d’Asfalto ha in concessione dallo Stato. Per l’Europa l’assegnazione delle frequenze in Italia non rispetta la libera prestazione dei servizi e non ha criteri di selezione obiettivi.
La sentenza europea è la terza a favore di Europa 7 dopo quelle della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato. Testa d’Asfalto toglie l’ICI, ma introduce il canone Fede. Non ci sono conflitti di interessi? Perchè gli italiani devono pagare per guardare Fido Bau ogni sera? Se il concessionario pubblico di tre reti nazionali Testa d’Asfalto non sposterà Rete 4 sul satellite gli italiani alla fine del suo prossimo glorioso quinquennio pagheranno circa UN MILIARDO di euro di multa considerando gli arretrati.
Testa d’Asfalto è un genio, oltre alla concessione pubblica, la pubblicità a pagamento su tre reti avute in eredità da Craxi, avrà anche il finanziamento pubblico. Il ministero delle Comunicazioni non c’è più. In realtà non c’era neppure prima. Gentiloni che potrà dedicarsi di più al tennis con Ermete invece di passare lunghi week end ad Arcore.
L’ Agcom con il supporto del PD e della Repubblica e della Finocchiaro e di Topo Gigio è impegnata a tempo pieno sul pericoloso Travaglio. Se pò fà. Con i nostri soldi se pò fà.
Per sapere quanto stiamo versando al Presidente del Consiglio per non applicare le sentenze su Rete 4 scaricate e diffondete il banner. E’ bello contribuire al successo economico di Testa d’Asfalto con le nostre tasse.”

Domani 25 aprile si terrà il V2 Day sulla libera informazione in un libero Stato. Il cittadino informato può decidere, il cittadino disinformato “crede” di decidere. Disinformare è il miglior modo per dare ordini. Si raccoglieranno le firme per tre referendum: l’abolizione dell’ordine dei giornalisti di Mussolini, presente solo in Italia, la cancellazione dei contributi pubblici all’editoria, che la rende dipendente dalla politica, e l’eliminazione del Testo Unico Gasparri sulla radiotelevisione, per un’informazione libera dal duopolio partiti-Mediaset.

Ma vediamo i tre referendum più in dettaglio:

Abolizione dei finanziamenti pubblici all’editoria

Il finanziamento pubblico ai giornali costa al cittadino italiano quasi un miliardo di euro all’anno. L’editoria, può quindi, a pieno titolo essere definita editoria di Stato. Ci sono buoni e anche ottimi giornalisti, quelli che scrivono rischiando la pelle, quelli emarginati, quelli sotto pagati. Il 25 aprile non è contro di loro, ma contro l’ingerenza della politica nell’informazione.
Il lettore non conta nulla per l’editore di un giornale, contano di più i finanziamenti pubblici (partiti), la pubblicità (Confindustria, ABI, Confcommercio) e i gadget (dvd, fumetti, eccetera).

Abolizione dell’ordine dei giornalisti

Mussolini creò nel 1925, unico al mondo, un albo nel quale si dovevano iscrivere i giornalisti. L’albo era controllato dal Governo e messo sotto la tutela del ministro della Giustizia, il Mastella dell’epoca.
Nel 1963 l’albo divenne con una nuova legge ordine professionale dei giornalisti con regole, pensione, organismi di controllo, requisiti di ammissione. Una corporazione con dei saldi principi. Infatti nella legge 69/1963 è scritto che: è diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d’informazione e di critica, mentre è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede.
Einaudi scrisse: “L’albo obbligatorio è immorale, perché tende a porre un limite a quel che limiti non ha e non deve avere, alla libera espressione del pensiero. Ammettere il principio dell’albo obbligatorio sarebbe un risuscitare i peggiori istituti delle caste e delle corporazioni chiuse, prone ai voleri dei tiranni e nemiche acerrime dei giovani, dei ribelli, dei non-conformisti”
Berlinguer aggiunse: “Io sono contrario al requisito di qualsiasi titolo di studio per la professione di giornalista, perché considero questo come una discriminazione assurda, una discriminazione di classe, contraria alla libertà di stampa e alla libera espressione delle proprie opinioni”.
L’informazione è libera e l’ordine dei giornalisti limita la libertà di informazione. Chiunque deve poter scrivere senza vincoli se non quelli previsti dalla legge.
I giornalisti liberi straccino la tessera, non ne hanno bisogno, il loro unico punto di riferimento è il lettore.

Abolizione della legge Gasparri

La Corte europea di giustizia ha condannato il regime italiano di assegnazione delle frequenze radiotelevisive.

La Corte ha dato ragione a Europa 7, le cui frequenze sono occupate dalla rete di propaganda di Arcore, detta anche Rete 4. La Corte ha evidenziato che il regime di assegnazione delle frequenze nel nostro Paese:
- non rispetta il principio della libera prestazione dei servizi
- non ha criteri di selezione obiettivi – trasparenti – non discriminatoriproporzionati (poi ha finito gli aggettivi)

La sentenza europea segue quelle a favore di Europa 7 della Corte costituzionale, del Consiglio di Stato e dell’Avvocato generale della Corte di Giustizia europea del 12 settembre 2007 (che ha bocciato la legge Gasparri).
Mi aspetto che si faccia applicare la sentenza senza invocare la Nato e l’ONU. Ma sono sicuro che non succederà. Con il solito trucco: cambieranno la legge.
Le frequenze radiotelevisive sono in concessione, significa che sono di proprietà dello Stato, che può decidere, liberamente, a chi assegnarle. Le frequenze sono quindi dei cittadini, di nostra proprietà.
Le leggi che hanno regolamentato il sistema radiotelevisivo, dalla Mammì alla Gasparri, hanno creato un mostro: il Testo Unico. Cambiarlo solo in parte è inutile, va eliminato per poter definire, da zero, nuove regole che garantiscano una vera informazione.

Le firme verranno raccolte anche in molte città siciliane (guarda la mappa), tra cui a Carini in Via Umberto I.

Accorrete numerosi!

Qualcuno venga a Salvarci

Aprile 23, 2008

Finalmente è finito tutto.. Ansie, blande promesse, litigi camuffati da dibattiti, aspettative, speranze,  preghiere. Ho avuto la sensazione che per questa tornata la campagna elettorale fosse interminabile. Adesso che i risultati sono certi   non ci resta nulla altro da fare oltre che aspettare, ognuno a modo suo, si intende; alcuni aspettano che il nuovo governo cada, altri invece aspettano i risultati di un  lavoro che sono convinti non rimarrà  solo scritto sui programmi elettorali.

Io non ho votato; però, ho una buona scusa: ero fuori città.

Per la prima volta  sono stata  a guardare e, se da principio ero un po’ dispiaciuta, adesso sono sollevata; non ho sostenuto nessuno ma, nessuno mi ha entusiasmato a tal punto. Confesso, il mio cuore è sempre stato a destra e, se fossi stata qui avrei votato di certo, ma con poco fervore, poca  fiducia; quindi senza crederci, senza sperare in nulla. Sono sempre più convinta che in Italia, come in Sicilia e anche a Carini ci vorrebbe un  “Puer”, un salvatore insomma: un volto nuovo,  giovane, pragmatico e determinato che sia disposto a mettersi in prima linea anche per gli altri. Temo che finché non lo avremo trovato riusciremo a dar credito solo a chi ci promette qualcosa in prima persona.

La carica dei 101

Aprile 9, 2008

Abbiamo pubblicato nei giorni scorsi i programmi dei partiti per le prossime elezioni nazionali. Ma, considerando che con questa legge elettorale non possiamo scegliere direttamente i nostri rappresentanti, prima dei programmi elettorali bisognerebbe guardare a chi dovrà governarci e qual’è la loro storia.

Marco Travaglio ha pubblicato oggi sul suo blog la lista di tutti i candidati che in qualche modo hanno avuto problemi con la legge. Ecco l’articolo:

“Dal nostro nuovo libro “Se li conosci li eviti” e dagli aggiornamenti che stiamo apportando in vista della nuova edizione, abbiamo tratto una sintesi dei candidati nei guai con la giustizia, suddivisi per liste: condannati in via definitiva, o in primo grado, o in appello (dibattimenti e patteggiamenti); indagati; rinviati a giudizio; salvati dalla prescrizione o miracolati da leggi vergogna e dalle varie forme di immunità e di insindacabilità parlamentare (compresi i dinieghi di autorizzazione all’uso delle intercettazioni telefoniche).

Guida la speciale classifica delle “quote marron”, o dei “diversamente onesti“, il Popolo della libertà (provvisoria) con 56 elementi; l’alleata Lega Nord segue a ruota con 9. Anche l’Udc è a quota 9. Il Pd ne ha 18. Il Partito socialista e la Sinistra Arcobaleno ne contano 3 per ciascuno, seguiti da La Destra con 2 e da Aborto No Grazie con 1. Totale: 101. L’unica lista con la fedina penale pulita è l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro.”

Clicca qui per scaricare la lista completa di tutti i candidati che hanno avuto problemi con la legge.

Spero possa essere d’aiuto a tutti gli elettori che fra qualche giorno saranno chiamati a determinare il futuro governo del paese..che questa scelta sia ragionata e fatta con coscienza.

Come già annunciato in uno dei post precedenti pubblichiamo, come già fatto per gli altri schieramenti politici, il programma elettorale di Sonia Alfano per la presidenza della regione Sicilia.

Il programma degli “Amici di Beppe Grillo con Sonia Alfano Presidente” muove dalla fondamentale esigenza di tutelare l’interesse di ogni individuo a godere di una decorosa libertà civile (al di fuori di ogni condizionamento imposto dalla presenza dominante delle mafie e di ogni altra forma di illegalità) ed economica (derivante da un lavoro, autonomo o dipendente che sia) così come dalla possibilità di godere di una adeguata qualità della vita.
RIAPPROPRIARSI DELLA PROPRIA IDENTITA’ E DIGNITA’.
Questo obiettivo verrà perseguito attraverso l’adozione delle seguenti scelte politiche.

Efficienza della pubblica amministrazione

1.DIMEZZAMENTO DEGLI STIPENDI dei  deputati  regionali  e abolizione dei  privilegi  (vedi  auto blu).
2.RIDUZIONE DELLA SPESA:  Taglio  drastico delle   consulenze   esterne   che  ormai   costituisconopalesemente una moderna forma di tangenti, oltre che lo strumento per creare legami di solidarietàinconfessabili  con esponenti degli  apparati  istituzionali  chiamati  al controllo di legalità sugli atti dell’amministrazione   regionale   ed  alla   repressione  degli   illeciti   (forze  dell’ordine,  magistratura ordinaria, magistratura amministrativa, magistratura contabile, avvocatura dello Stato).
3.OTTIMIZZAZIONE RISORSE UMANE:  Valorizzazione delle attitudini  e delle competenze delle risorse umane presenti negli apparati amministrativi della Regione, mediante razionalizzazione di ruoli,   funzioni  e compiti   in base a esclusivi  criteri  meritocratici  e guardando alle esigenze dei cittadini/utenti.
4.ABOLIZIONE DELLE PROVINCE, non previste dallo Statuto Regionale.
5.TRASPARENZA   E  MONITORAGGIO:  Massima   trasparenza   di   ogni   attività   amministrativa, mediante   pubblicazione   diffusa   (in   rete   e   con   ogni   altro   strumento   che   non   crei   costi   per l’amministrazione) di tutti gli atti e i procedimenti della pubblica amministrazione (con i nomi dei beneficiari privati e dei funzionari pubblici coinvolti nel procedimento), permettendo così facilità di accesso e di controllo ad ogni cittadino.

Promozione dell’impresa e della ricerca: SVILUPPO

1.RECUPERO  RISORSE   PER   INVESTIMENTI:  Abbandono   delle   partecipazioni   della   Regione Siciliana   nel   sistema   bancario,   rinunciando   definitivamente   al   ruolo   ambiguo   di   Regione-imprenditrice. La vendita della partecipazione della Regione in Unicredit genererà rilevanti risorse da destinare all’innovazione e alla ricerca, favorendo il rientro del patrimonio umano di competenze e professionalità fuggito fuori dalla Regione per assenza di prospettive, e alla valorizzazione delle intelligenze e competenze locali e non.

2.MODALITA’  DI   INVESTIMENTO:  Affidamento   del   ricavato   della   vendita   delle   partecipazioni bancarie ad un Trust di scopo (sottraendole in tal modo agli appetiti  politici o criminali) che sia vincolato a  investire nella creazione di  poli  di   ricerca pura ed applicata e nel   reclutamento dei ricercatori da impegnarvi in base a criteri esclusivamente meritocratici.

3.FINALITA’  DI   INVESTIMENTO:Utilizzo delle notevoli   risorse  finanziarie,  attualmente destinate alla  formazione professionale,  per  offrire servizi   reali   (valutazione del  progetto d’impresa e del business plan, stage aziendali, ecc.) a favore di nuovi progetti d’imprese, specie giovanili, e, almeno nella fase iniziale, per favorirne l’accesso al credito.

Ambiente
1.PIANO REGIONALE GESTIONE RIFIUTI:  Adozione del  piano regionale di gestione dei  rifiuti, ricanalizzando gli investimenti destinati alla costruzione di impianti di incenerimento, verso:

a. applicazione reale della strategia “Rifiuti  Zero”,  attraverso la graduale riduzione di rifiuti non differenziabili tramite accordi con imprese di produzione e distribuzione;
b. potenziamento della raccolta differenziata  tramite incentivi  che agevolino i Comuni  nella raccolta   “porta   a   porta”,   il  metodo  migliore   di   rispettare   le   direttive   europee   e   creare occupazione;
c. realizzazione   di   impianti   di   gestione   del   rifiuto   differenziato,   centri   di   compostaggio   e trattamento  meccanico-biologico,   che   garantiscano   il   corretto   svolgimento   delle   attività connesse allo smaltimento dei rifiuti e servano ad abbandonare le interferenze criminali e partitiche (assolutamente trasversali) nel settore;
d. incentivare l’uso in agricoltura del compost come fertilizzante.
2.SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO: Tutela, conservazione e sviluppo del territorio e lotta alla costante emergenza incendi  mediante l’affidamento dell’attività di tutela del prezioso patrimonio demaniale (che va difeso da ogni tentativo di assoggettamento ad interessi privati) ad operatori da retribuire esclusivamente in base ai risultati raggiunti.
3.ACQUA PUBBLICA: Difesa della gestione pubblica dell’acqua garantendo la non privatizzazione di un primario bene comune al fine di evitare l’aumento dei costi per il cittadino.
Turismo e beni culturali
1.VISIONE: Gestione dei beni paesaggistici, monumentali e culturali, queste ultime anche in regime di concessione a privati, verso un turismo di qualità, eliminando la svendita della Sicilia come meta commerciale e di massa.
2.QUALITA’  DEI  SERVIZI:  Coerente  adeguamento delle   strutture  ricettive  e della  professionalità degli operatori, colmando, in termini di servizio, le lacune esistenti (reale e piena fruibilità dei siti archeologici e culturali; rivalutazione e promozione del patrimonio paesaggistico; seria repressione di  ogni fenomeno speculativo sul  territorio;  incardinamento di  un complessivo disegno culturale che trovi fondamento primario nella preservazione del patrimonio paesaggistico unico della Sicilia).
3.Valorizzazione e promozione del CICLOTURISMO

Trasporti

1.MOBILITA’ INTERREGIONALE:   Potenziamento   della   rete   infrastrutturale   portuale   ed aeroportuale.
2.MOBILITA’ EXTAURBANA:  Completamento e potenziamento della rete pubblica  infrastrutturale dei trasporti di persone e merci all’interno dell’isola.
3.MOBILITA’ SU SCALA URBANA: Incentivazione del trasporto pubblico attraverso la creazione di reti tranviarie e metropolitane. Creazione di una rete capillare di piste ciclabili. Obbligatorietà per i comuni di diffondere l’uso della bicicletta e mezzi eco-compatibili (biciclette, biciclette a pedalata assistita, minicar elettriche, ecc.) anche attraverso incentivi economici per l’acquisto, in linea con le politiche  delle  principali  città   europee  e   con particolare   scrupolo nell’abolizione  delle  barriere architettoniche e nella realizzazione di strutture e scelte organizzative che garantiscano un efficiente
trasporto pubblico.

Sanità

1.QUALITA’  DEL  SERVIZIO  PUBBLICO:  Riassetto   del   piano   sanitario   regionale,  mediante   la razionalizzazione   della   distribuzione   dei   fondi   a   favore   delle   strutture   pubbliche,   al   fine   di migliorare la qualità dei servizi, ridurre i tempi di attesa e contrastare l’assoggettamento della sanità pubblica agli interessi privati, spesso coincidenti con quelli della criminalità organizzata.
2.VIGILANZA E CONTROLLO: Imposizione di criteri esclusivamente meritocratici per le nomine di manager  e primari  delle strutture sanitarie,  mettendo al  bando  le prassi   lottizzatrici  e spartitorie politicamente  trasversali;  controllo effettivo della  qualità  delle prestazioni,  da  rendersi   secondo standard nazionali, applicando seriamente e divulgando la carta dei servizi; istituzione del sistema di controllo informatico sulle prescrizioni.
3.POTENZIAMENTO DEL SERVIZIO: Aumento dei posti letto nelle strutture ospedaliere e sanitarie in modo da assicurare una decorosa degenza ed evitare  lunghi   spostamenti  verso  il  più vicino ospedale disponibile; riapertura dei presidi ospedalieri nei piccoli centri.
4.EFFICIENZA DEGLI STRUMENTI: Massimo sfruttamento delle tecnologie presenti nelle strutture onde evitare  lunghe  liste di  attesa,  per  esami   tipo TAC,  attualmente a vantaggio delle strutture convenzionate private.
5.ATTENZIONE VERSO I DISABILI: Stanziamento di risorse economiche tali da poter applicare il “Piano triennale della Regione siciliana per le persone con disabilità”.

Legalità
1.   FUORI LA MAFIA DALLE GARE D’APPALTO: Esclusione dalle gare d’appalto e da rapporti di concessione o servizio con la Regione delle imprese che abbiano in organico, in qualunque forma, pregiudicati  per reati  contro la pubblica amministrazione e per delitti  di  mafia o commessi  con metodo mafioso o al fine di agevolare associazioni mafiose. In tale ultima ipotesi (reati di mafia e assimilati)  anche per i casi di dipendenti per i quali sia stata esercitata l’azione penale (richiesta di rinvio a giudizio); funzionamento concreto della stazione unica appaltante, abbassando il tetto
massimo al di sotto  dell’attuale cifra pari a un milione di euro.
3.ANTIRACKET E VITTIME DI MAFIA: Miglioramento della legislazione in materia di antiracket e di   interventi   in  favore delle vittime della mafia,  con  l’introduzione dell’assegnazione di   fondi  a titolo di prestito per le vittime che si costituiscano parte civile.
4.CHIEDIAMO I DANNI A COSA NOSTRA:  Applicazione   effettiva   ed   estensione   dell’articolo dell’ultima  legge  finanziaria  regionale che prevede  la costituzione di  parte civile della Regione Siciliana in tutti i processi per reati di mafia e assimilati, al fine di ottenere il risarcimento dei danni patiti dalla collettività,  con utilizzo di tali somme in attività di difesa e promozione della cultura della legalità antimafiosa.
5.FUORI  LA MAFIA DAL PARLAMENTO:  Approvazione di  un codice etico che  impegni   tutti   i gruppi  parlamentari  e tutti   i singoli  parlamentari  alle immediate dimissioni  nel  caso di  esercizio dell’azione penale per delitti  contro  la pubblica amministrazione,  contro  l’amministrazione della giustizia e per delitti di mafia o assimilati.
6.ATTIVITA’ D’INCHIESTA: Adozione e rilancio concreto dell’attività della Commissione antimafia regionale, che dovrà svolgere reale attività di inchiesta politica sulla criminalità organizzata e sui fenomeni  di  collusioni  politiche,  economiche  e  istituzionali,  con missioni  almeno semestrali  in ognuna dei nove territori provinciali e con relazioni almeno annuali sull’andamento del fenomeno mafioso in ogni provincia e nella complessiva realtà regionale, con pubblica denuncia di tutti i casi di collusioni istituzionali politicamente (anche se non penalmente) accertati.
Energia
1. UTILIZZO DELLE ENERGIE ALTERNATIVE:  Caratterizzare  la Sicilia come  territorio vocato alla   produzione   di   energie   alternative   e   sviluppo   sostenibile   delle   connesse   tecnologie   con l’incremento ed  il pieno utilizzo delle fonti rinnovabili (fotovoltaico,  eolico, maree, ecc.), a beneficio dei livelli occupazionali  sul territorio assicurati dall’indotto in un settore in costante e definitiva crescita su scala mondiale.
2.RISPARMIO ENERGETICO:  Applicazione  rigorosa della normativa  sull’efficienza energetica  in edilizia.
3.PRODUZIONE DI ENERGIA PULITA: Realizzazione di grandi centrali  di produzione di energia pulita,  alternative alle centrali termoelettriche o nucleari, a cominciare dalla tecnologia del solare termodinamico (“Archimede”) già proficuamente utilizzata in Spagna, e progressiva dismissione di tutte   le centrali  elettriche  alimentate  con qualunque combustibile   solido,   liquido o gassoso,  ad esclusione dell’idrogeno, e la sostituzione delle stesse con impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili (ma non con fonti falsamente “assimilate” alle rinnovabili quali i rifiuti, il gas liquido ed il petcoke).

Aria nuova..

Marzo 31, 2008

Sabato scorso c’è stato, come evidenziato nel blog alcuni giorni fa, l’intervento di Beppe Grillo a Palermo. Inizialmente doveva svolgersi al giardino inglese alle 20, ma a poche ore dall’inizio, il comune ha ritirato il suo benestare. Così è stato tutto spostato nella bellissima piazza Magione. Erano le 21 e ancora poca gente in vista. Grillo è arrivato intorno alle 22 e per quell’ora la piazza era gremita di giovani (nonostante qualcuno abbia tentato di boicottare l’evento mettendo in giro la voce che Grillo non sarebbe venuto)! Secondo quanto riportato dal blog di Beppe Grillo erano presenti 10.000 persone. Incredibile! Chi l’avrebbe mai detto! Sfido qualsiasi partito o movimento politico a raccogliere tanta gente e soprattutto tanti giovani. Un tripudio per Grillo, acclamato dalla folla. Si respirava un’aria nuova, frizzante, pulita…mai respirata prima. O almeno è stata questa la mia impressione.

Grillo ha presentato la candidata alla presidenza della regione Sicilia della lista civica “Amici di Beppe Grillo”, Sonia Alfano. Devo dire che mi ha fatto un’ottima impressione. Tipa davvero carismatica e circondata da gente che ha voglia di fare, di cambiare, di migliorare!! Mi è dispiaciuto però non aver sentito parlare in nessuna tv locale di quella bella serata. Forse davvero l’informazione è asservita alla politica? forse fa davvero così paura la parola “cambiamento” ai nostri politici? lascio giudicare voi.

Non voglio convincervi a votare per questo o quell’altro candidato (ci mancherebbe!), ma credo che chi si è informato un pò sulla rete (dove l’informazione è davvero libera), chi ha letto gli articoli segnalati nei precedenti post (ad esempio questo), chi ragiona con un pò di attenzione sullo stato della politica oggi, sul malcontento generale…beh credo che non abbia bisogno di pensarci su troppo!

Abbiamo già inserito i programmi elettorali degli altri schieramenti (anche se bisogna, prima dei programmi, considerare la gente che ci governerà, visto che con questa legge elettorale NON possiamo scegliere direttamente i nostri rappresentanti) e a breve inseriremo anche il programma politico di Sonia Alfano.

Di seguito trovate uno spezzone dell’intervento preso da YouTube.

Alla prossima.

1) Rilanciare lo sviluppo e contiene misure per le imprese e il lavoro come, fra l’altro: detassazione di straordinari, premi e incentivi legati a incrementi di produttivita’, graduale detassazione delle tredicesime o di una mensilita’, versamento Iva dovuto solo dopo il reale incasso della fattura, riforma degli studi di settore, graduale e progressiva abolizione dell’Irap, a partire dall’abolizione dell’Irap sul costo del lavoro e sulle perdite e graduale riduzione dell’Iva sul turismo. Nella stessa missione rientrano, per quanto riguarda le infrastrutture, nuove fonti di energia e telecomunicazioni, il rilancio della ”Legge Obiettivo” e delle Grandi Opere con priorita’ alle Pedemontane lombarda e veneta, al Ponte sullo Stretto di Messina e all’Alta velocita’ ferroviaria, il rilancio del trasporto aereo, con la valorizzazione e lo sviluppo degli ”Hub” di Malpensa e di Fiumicino, la partecipazione ai progetti europei di energia nucleare di ultima generazione; per quanto riiguarda il lavoro si parla di attuazione della Legge Biagi. Inoltre si parla di liberalizzazioni dei servizi privati e pubblici, ”portabilità” dei rapporti con le banche, interventi a favore del ‘Made in Italy’ e sulla Ue per difendere la nostra produzione. Non ultimo un intervento sulla riorganizzazione e digitalizzazione della P.A.

2) Sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro”. Si parte dal principio “Meno tasse” che si articola nella totale eliminazione dell’Ici sulla prima casa, la graduale e progressiva introduzione del ”quoziente familiare” che tiene conto della composizione del nucleo familiare, l’abolizione delle tasse sulle successioni e sulle donazioni, la graduale e progressiva diminuzione della pressione fiscale sotto il 40% del prodotto interno lordo. Un piano “casa per tutti”, volto a costruire alloggi per i giovani e per le famiglie che ancora non dispongono di una casa in proprieta’. Ogni Regione determinera’ i criteri di assegnazione su cui costruire le graduatorie. E ancora: reintroduzione del ‘bonus bebè’, riduzione dell’Iva su latte e alimenti per infanzia, scelta fra scuola pubblica e privata, libri di scuola gratuiti per le famiglie meno agiate, asili aziendali e pensioni minime più alte. Per i giovani si punta a un periodo ‘no tax’ per le iniziative imprenditoriali e professionali. Infine un ”bonus locazioni” per aiutare le giovani coppie e i meno abbienti a sostenere l’onere degli affitti.

3) Piu’ sicurezza, piu’ giustizia, il futuro governo a guida Berlusconi si impegna su un aumento progressivo delle risorse per la sicurezza, la maggiore presenza sul territorio delle forze dell’ordine ed incremento della polizia di prossimita’. E inoltre, via libera all’apertura di nuovi Centri di permanenza temporanea per l’identificazione e l’espulsione dei clandestini, il contrasto all’insediamento abusivo di nomadi e allontanamento di tutti coloro che risultino privi di mezzi di sostentamento legali e di regolare residenza. Viene confermato il collegamento stabilito nella Legge Bossi-Fini fra permesso di soggiorno e contratto di lavoro e contrasto allo sfruttamento illegale del lavoro degli immigrati. Per la lotta al terrorismo si parla di stretto controllo dei centri collegati alla predicazione fondamentalista. Sul fronte del sistema giudiziario, si programma il completamento della riforma dei codici, l’attuazione dei principi costituzionali del giusto processo per una maggiore tutela delle vittime e degli indagati, l’aumento delle risorse per la giustizia, la garanzia della certezza della pena, inasprimento delle pene per i reati di violenza sui minori e sulle donne; gratuito patrocinio a favore delle vittime; istituzione del Tribunale della famiglia, per garantire i diritti fondamentali dei componenti del nucleo familiare, la costruzione di nuove carceri e ristrutturazione di quelle esistenti. Inoltre: distinzione delle funzioni nella magistratura, intercettazioni limitate ai reati ”più gravi” con pesanti sanzioni a carico di chi le diffonde e le pubblica.

4) Servizi ai cittadini: sanita’, scuola, universita’, ricerca, cultura e ambiente”. Per il primo punto, eliminazione delle liste d’attesa, incentivazione del rinnovamento tecnologico delle strutture ospedaliere e della realizzazione di nuove strutture, in particolare al Sud, in accordo con le Regioni, trasparenza nella scelta dei manager nelle aziende pubbliche sanitarie, con graduatorie che valorizzino il merito e la qualificazione professionale. Inoltre, riforma della Legge 180 del 1978 in particolare per cio’ che concerne il trattamento sanitario obbligatorio dei disturbati psichici. Sul fronte di scuola, universita’, ricerca e cultura, il programma del Pdl riprende, fra l’altro, il piano delle ”3 i”: inglese, impresa, informatica. E poi: commisurazione degli aumenti retributivi a criteri meritocratici con riconoscimenti agli insegnanti piu’ preparati e piu’ impegnati. E’ prevista la libera, graduale e progressiva trasformazione delle Universita’ in Fondazioni associative, aperte ai contributi dei territori, della societa’ civile e delle imprese, garantendo a tutti il diritto allo studio. Si pianifica inoltre la realizzazione dei ”Fondi dei fondi” per finanziare gli investimenti in ricerca sul modello di quanto realizzato in Francia. Per l’ambiente si introduce la destinazione di un ”5 per mille” apposito.

5) Il Sud. Il Pdl lavorera’ ad un Piano decennale straordinario concordato con le Regioni per il potenziamento, completamento e realizzazione delle infrastrutture. E poi: realizzazione di un piano strategico di riconversione dell’industria chimica pesante (impianti petrolchimici e centrali termoelettriche) ispirato alle nuove tecnologie. Pieno e tempestivo utilizzo dei fondi comunitari attraverso nuove intese istituzionali di programma; realizzazione della Banca del Sud, federalismo fiscale solidale e misure di fiscalita’ di sviluppo (fiscalita’ compensativa) a favore delle aree svantaggiate; · contrasto alla criminalita’ organizzata; piano di emergenza per la sicurezza e la legalita’.

6) Federalismo: attuazione al disposto dell’articolo 119 della Costituzione, assegnando agli enti territoriali le piu’ idonee fonti di finanziamento. A tale scopo si punta all’approvazione da parte del Parlamento della proposta di legge ”Nuove norme per l’attuazione dell’art. 119 della Costituzione”, adottata dal Consiglio Regionale della Lombardia il 19 giugno 2007.

7) Un piano straordinario di finanza pubblica. Si parte da una premessa: “La realizzazione del nostro programma e’ sottoposta a 3 vincoli esterni essenziali: il vincolo costituito dalla crisi economica in atto nel mondo ed in Italia”, il vincolo “imposto dagli impegni di Trattato europeo, impegni che l’Italia ha assunto e che il nostro prossimo governo intende rispettare”, il vincolo costituito “dall’attuale instabile equilibrio dei conti pubblici italiani”. In ogni caso, si legge nel programma, “non metteremo le mani nelle tasche dei cittadini. Non aumenteremo dunque la pressione fiscale. Anzi ci sforzeremo di ridurla. Fermo l’obiettivo di contrasto e di recupero dell’evasione fiscale”. In sintesi, la proposta e’ quella di un “grande e libero patto tra Stato, Regioni, Province, Comuni, risparmiatori ed investitori”. Un patto che: realizzi il federalismo fiscale solidale.