Da quando si è insediato il nuovo governo, la nostra democrazia è stata costantemente messa a dura prova. Tutti quelli che credevano che Berlusconi avesse finito di usare i poteri di premier per sbrigare e risolvere i suoi affari personali deve ricredersi. Chi pensava che potesse stavolta (finalmente!) fare gli interessi della nazione si sbagliava di grosso. La situazione è chiara e sotto gli occhi di tutti.

E’ tutto alla luce del sole e qui sta il bello…chi ammirava Berlusconi, nonostante le cose scandalose che sta cercando di fare, continua ad ammirarlo come se gli fosse concesso tutto, anche di minare alla nostra libertà.

Riporto le parole di uno dei pochissimi giornalisti liberi e indipendenti rimasti in Italia oggi.

“Personalmente, annuncio fin d’ora che continuerò a informare i lettori senza tacere nulla di quel che so. Continuerò a pubblicare, anche testualmente, per riassunto, nel contenuto o come mi gira, atti d’indagine e intercettazioni che riuscirò a procurarmi, come ritengo giusto e doveroso al servizio dei cittadini. Farò disobbedienza civile a questa legge illiberale e liberticida. A costo di finire in galera, di pagare multe, di essere licenziato. Al primo processo che subirò, chiederò al giudice di eccepire dinanzi alla Consulta e alla Corte europea la illegittimità della nuova legge rispetto all’articolo 21 della Costituzione e all’articolo 10 della Convenzione europea sui diritti dell’uomo e le libertà fondamentali (“Ogni persona ha diritto alla libertà d’espressione. Tale diritto include la libertà d’opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche…”, con possibili restrizioni solo in caso di notizie “riservate” o dannose per la sicurezza e la reputazione). Mi auguro che altri colleghi si autodenuncino preventivamente insieme a me e che la Federazione della Stampa, l’Unione Cronisti, l’associazione Articolo21, oltre ai lettori, ci sostengano in questa battaglia di libertà. Disobbedienti per informare. Arrestateci tutti.”

Marco Travaglio

Per chi l’avesse persa, vi segnalo la replica della diretta di ieri dal blog di Beppe Grillo.

Prima parte:

Seconda parte:

Marco Travaglio in diretta

Maggio 19, 2008

Ogni lunedì alle ore 14.00 Marco Travaglio parlerà in diretta in streaming audio/video dal blog di Beppe Grillo. Se volete assistere alla diretta sintonizzatevi alla giusta ora e cliccate sul banner in basso.

Libera informazione in libero stato.

passaparola

Riporto un articolo molto interessnte apparso oggi sul blog di Beppe Grillo. E’ bene che certe cose si sappiano!

“Fede costa agli italiani 350.000 euro al giorno. Dal primo gennaio 2006, con effetto retroattivo. La Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia a una multa di circa 130 milioni di euro all’anno se Rete 4 non cederà a Europa 7 le frequenze che Testa d’Asfalto ha in concessione dallo Stato. Per l’Europa l’assegnazione delle frequenze in Italia non rispetta la libera prestazione dei servizi e non ha criteri di selezione obiettivi.
La sentenza europea è la terza a favore di Europa 7 dopo quelle della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato. Testa d’Asfalto toglie l’ICI, ma introduce il canone Fede. Non ci sono conflitti di interessi? Perchè gli italiani devono pagare per guardare Fido Bau ogni sera? Se il concessionario pubblico di tre reti nazionali Testa d’Asfalto non sposterà Rete 4 sul satellite gli italiani alla fine del suo prossimo glorioso quinquennio pagheranno circa UN MILIARDO di euro di multa considerando gli arretrati.
Testa d’Asfalto è un genio, oltre alla concessione pubblica, la pubblicità a pagamento su tre reti avute in eredità da Craxi, avrà anche il finanziamento pubblico. Il ministero delle Comunicazioni non c’è più. In realtà non c’era neppure prima. Gentiloni che potrà dedicarsi di più al tennis con Ermete invece di passare lunghi week end ad Arcore.
L’ Agcom con il supporto del PD e della Repubblica e della Finocchiaro e di Topo Gigio è impegnata a tempo pieno sul pericoloso Travaglio. Se pò fà. Con i nostri soldi se pò fà.
Per sapere quanto stiamo versando al Presidente del Consiglio per non applicare le sentenze su Rete 4 scaricate e diffondete il banner. E’ bello contribuire al successo economico di Testa d’Asfalto con le nostre tasse.”

Domani 25 aprile si terrà il V2 Day sulla libera informazione in un libero Stato. Il cittadino informato può decidere, il cittadino disinformato “crede” di decidere. Disinformare è il miglior modo per dare ordini. Si raccoglieranno le firme per tre referendum: l’abolizione dell’ordine dei giornalisti di Mussolini, presente solo in Italia, la cancellazione dei contributi pubblici all’editoria, che la rende dipendente dalla politica, e l’eliminazione del Testo Unico Gasparri sulla radiotelevisione, per un’informazione libera dal duopolio partiti-Mediaset.

Ma vediamo i tre referendum più in dettaglio:

Abolizione dei finanziamenti pubblici all’editoria

Il finanziamento pubblico ai giornali costa al cittadino italiano quasi un miliardo di euro all’anno. L’editoria, può quindi, a pieno titolo essere definita editoria di Stato. Ci sono buoni e anche ottimi giornalisti, quelli che scrivono rischiando la pelle, quelli emarginati, quelli sotto pagati. Il 25 aprile non è contro di loro, ma contro l’ingerenza della politica nell’informazione.
Il lettore non conta nulla per l’editore di un giornale, contano di più i finanziamenti pubblici (partiti), la pubblicità (Confindustria, ABI, Confcommercio) e i gadget (dvd, fumetti, eccetera).

Abolizione dell’ordine dei giornalisti

Mussolini creò nel 1925, unico al mondo, un albo nel quale si dovevano iscrivere i giornalisti. L’albo era controllato dal Governo e messo sotto la tutela del ministro della Giustizia, il Mastella dell’epoca.
Nel 1963 l’albo divenne con una nuova legge ordine professionale dei giornalisti con regole, pensione, organismi di controllo, requisiti di ammissione. Una corporazione con dei saldi principi. Infatti nella legge 69/1963 è scritto che: è diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d’informazione e di critica, mentre è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede.
Einaudi scrisse: “L’albo obbligatorio è immorale, perché tende a porre un limite a quel che limiti non ha e non deve avere, alla libera espressione del pensiero. Ammettere il principio dell’albo obbligatorio sarebbe un risuscitare i peggiori istituti delle caste e delle corporazioni chiuse, prone ai voleri dei tiranni e nemiche acerrime dei giovani, dei ribelli, dei non-conformisti”
Berlinguer aggiunse: “Io sono contrario al requisito di qualsiasi titolo di studio per la professione di giornalista, perché considero questo come una discriminazione assurda, una discriminazione di classe, contraria alla libertà di stampa e alla libera espressione delle proprie opinioni”.
L’informazione è libera e l’ordine dei giornalisti limita la libertà di informazione. Chiunque deve poter scrivere senza vincoli se non quelli previsti dalla legge.
I giornalisti liberi straccino la tessera, non ne hanno bisogno, il loro unico punto di riferimento è il lettore.

Abolizione della legge Gasparri

La Corte europea di giustizia ha condannato il regime italiano di assegnazione delle frequenze radiotelevisive.

La Corte ha dato ragione a Europa 7, le cui frequenze sono occupate dalla rete di propaganda di Arcore, detta anche Rete 4. La Corte ha evidenziato che il regime di assegnazione delle frequenze nel nostro Paese:
- non rispetta il principio della libera prestazione dei servizi
- non ha criteri di selezione obiettivi – trasparenti – non discriminatoriproporzionati (poi ha finito gli aggettivi)

La sentenza europea segue quelle a favore di Europa 7 della Corte costituzionale, del Consiglio di Stato e dell’Avvocato generale della Corte di Giustizia europea del 12 settembre 2007 (che ha bocciato la legge Gasparri).
Mi aspetto che si faccia applicare la sentenza senza invocare la Nato e l’ONU. Ma sono sicuro che non succederà. Con il solito trucco: cambieranno la legge.
Le frequenze radiotelevisive sono in concessione, significa che sono di proprietà dello Stato, che può decidere, liberamente, a chi assegnarle. Le frequenze sono quindi dei cittadini, di nostra proprietà.
Le leggi che hanno regolamentato il sistema radiotelevisivo, dalla Mammì alla Gasparri, hanno creato un mostro: il Testo Unico. Cambiarlo solo in parte è inutile, va eliminato per poter definire, da zero, nuove regole che garantiscano una vera informazione.

Le firme verranno raccolte anche in molte città siciliane (guarda la mappa), tra cui a Carini in Via Umberto I.

Accorrete numerosi!

Qualcuno venga a Salvarci

Aprile 23, 2008

Finalmente è finito tutto.. Ansie, blande promesse, litigi camuffati da dibattiti, aspettative, speranze,  preghiere. Ho avuto la sensazione che per questa tornata la campagna elettorale fosse interminabile. Adesso che i risultati sono certi   non ci resta nulla altro da fare oltre che aspettare, ognuno a modo suo, si intende; alcuni aspettano che il nuovo governo cada, altri invece aspettano i risultati di un  lavoro che sono convinti non rimarrà  solo scritto sui programmi elettorali.

Io non ho votato; però, ho una buona scusa: ero fuori città.

Per la prima volta  sono stata  a guardare e, se da principio ero un po’ dispiaciuta, adesso sono sollevata; non ho sostenuto nessuno ma, nessuno mi ha entusiasmato a tal punto. Confesso, il mio cuore è sempre stato a destra e, se fossi stata qui avrei votato di certo, ma con poco fervore, poca  fiducia; quindi senza crederci, senza sperare in nulla. Sono sempre più convinta che in Italia, come in Sicilia e anche a Carini ci vorrebbe un  “Puer”, un salvatore insomma: un volto nuovo,  giovane, pragmatico e determinato che sia disposto a mettersi in prima linea anche per gli altri. Temo che finché non lo avremo trovato riusciremo a dar credito solo a chi ci promette qualcosa in prima persona.

Diamo spazio alla vita

Aprile 1, 2008

Diamo spazio alla vita
L’aborto è una tematica molto delicata che da anni è al centro di forti dibattiti. L’argomento ultimamente, come avrete sentito, è tornato alla ribalta e ha anche ispirato la nascita di un nuovo partito. Al di la di inutili strumentalizzazioni politiche, l’argomento deve essere trattato con delicatezza. Pubblichiamo oggi un articolo scritto da una nostra cara amica, Eleonora, che ha voluto collaborare con la sua opinione al blog.

“Avere un bambino è da voce unanime l’emozione più bella che una donna possa provare ma, essere donna non vuol dire necessariamente essere madre. Tutto ciò, se per alcune è una disgrazia per altre deve poter essere una scelta. Per questo nel ‘78 con apposita legge è stata regolamentata la volontaria e consapevole interruzione di gravidanza. Nonostante tutto però, ancora oggi, solo con la prescrizione che il tuo medico non può negarti e quattordici euro, l’aborto è assicurato. Cytotec si chiama: è un gastroprotettore che causa forti contrazioni uterine, il quale viene spesso utilizzato per provocare l’aborto. Anche per questo la Legge 194/78 è spaventosamente necessaria perché le donne abortiscono comunque: non ci resta dunque che garantire loro le condizioni di salute migliori per farlo.
In tutto ciò la politica assume un ruolo molto importante. Deve innanzitutto infondere consapevolezza ai cittadini, perché abortire può voler dire continuare a vivere sognando un volto che non vedrai mai; ma, quel che è più tragico è la sicurezza di aver fatto la cosa giusta, non per te, ma per lui. Incentivare le donne a portare a termine la propria gravidanza richiede un forte impegno da parte dello stato ma è un atto doveroso. Una politica per la famiglia è necessaria oggi più che mai perché se le mie bollette aumentano sempre più, se non ho una casa, se non ho un lavoro, cosa posso dare ad una nuova vita? Impegniamoci allora a chiedere di più e di meglio: asili nido, assegni familiari, contenimento dei prezzi di latte e simili, sostegno psicologico.
Il dibattito è aperto, aspettiamo commenti..”

1) Rilanciare lo sviluppo e contiene misure per le imprese e il lavoro come, fra l’altro: detassazione di straordinari, premi e incentivi legati a incrementi di produttivita’, graduale detassazione delle tredicesime o di una mensilita’, versamento Iva dovuto solo dopo il reale incasso della fattura, riforma degli studi di settore, graduale e progressiva abolizione dell’Irap, a partire dall’abolizione dell’Irap sul costo del lavoro e sulle perdite e graduale riduzione dell’Iva sul turismo. Nella stessa missione rientrano, per quanto riguarda le infrastrutture, nuove fonti di energia e telecomunicazioni, il rilancio della ”Legge Obiettivo” e delle Grandi Opere con priorita’ alle Pedemontane lombarda e veneta, al Ponte sullo Stretto di Messina e all’Alta velocita’ ferroviaria, il rilancio del trasporto aereo, con la valorizzazione e lo sviluppo degli ”Hub” di Malpensa e di Fiumicino, la partecipazione ai progetti europei di energia nucleare di ultima generazione; per quanto riiguarda il lavoro si parla di attuazione della Legge Biagi. Inoltre si parla di liberalizzazioni dei servizi privati e pubblici, ”portabilità” dei rapporti con le banche, interventi a favore del ‘Made in Italy’ e sulla Ue per difendere la nostra produzione. Non ultimo un intervento sulla riorganizzazione e digitalizzazione della P.A.

2) Sostenere la famiglia, dare ai giovani un futuro”. Si parte dal principio “Meno tasse” che si articola nella totale eliminazione dell’Ici sulla prima casa, la graduale e progressiva introduzione del ”quoziente familiare” che tiene conto della composizione del nucleo familiare, l’abolizione delle tasse sulle successioni e sulle donazioni, la graduale e progressiva diminuzione della pressione fiscale sotto il 40% del prodotto interno lordo. Un piano “casa per tutti”, volto a costruire alloggi per i giovani e per le famiglie che ancora non dispongono di una casa in proprieta’. Ogni Regione determinera’ i criteri di assegnazione su cui costruire le graduatorie. E ancora: reintroduzione del ‘bonus bebè’, riduzione dell’Iva su latte e alimenti per infanzia, scelta fra scuola pubblica e privata, libri di scuola gratuiti per le famiglie meno agiate, asili aziendali e pensioni minime più alte. Per i giovani si punta a un periodo ‘no tax’ per le iniziative imprenditoriali e professionali. Infine un ”bonus locazioni” per aiutare le giovani coppie e i meno abbienti a sostenere l’onere degli affitti.

3) Piu’ sicurezza, piu’ giustizia, il futuro governo a guida Berlusconi si impegna su un aumento progressivo delle risorse per la sicurezza, la maggiore presenza sul territorio delle forze dell’ordine ed incremento della polizia di prossimita’. E inoltre, via libera all’apertura di nuovi Centri di permanenza temporanea per l’identificazione e l’espulsione dei clandestini, il contrasto all’insediamento abusivo di nomadi e allontanamento di tutti coloro che risultino privi di mezzi di sostentamento legali e di regolare residenza. Viene confermato il collegamento stabilito nella Legge Bossi-Fini fra permesso di soggiorno e contratto di lavoro e contrasto allo sfruttamento illegale del lavoro degli immigrati. Per la lotta al terrorismo si parla di stretto controllo dei centri collegati alla predicazione fondamentalista. Sul fronte del sistema giudiziario, si programma il completamento della riforma dei codici, l’attuazione dei principi costituzionali del giusto processo per una maggiore tutela delle vittime e degli indagati, l’aumento delle risorse per la giustizia, la garanzia della certezza della pena, inasprimento delle pene per i reati di violenza sui minori e sulle donne; gratuito patrocinio a favore delle vittime; istituzione del Tribunale della famiglia, per garantire i diritti fondamentali dei componenti del nucleo familiare, la costruzione di nuove carceri e ristrutturazione di quelle esistenti. Inoltre: distinzione delle funzioni nella magistratura, intercettazioni limitate ai reati ”più gravi” con pesanti sanzioni a carico di chi le diffonde e le pubblica.

4) Servizi ai cittadini: sanita’, scuola, universita’, ricerca, cultura e ambiente”. Per il primo punto, eliminazione delle liste d’attesa, incentivazione del rinnovamento tecnologico delle strutture ospedaliere e della realizzazione di nuove strutture, in particolare al Sud, in accordo con le Regioni, trasparenza nella scelta dei manager nelle aziende pubbliche sanitarie, con graduatorie che valorizzino il merito e la qualificazione professionale. Inoltre, riforma della Legge 180 del 1978 in particolare per cio’ che concerne il trattamento sanitario obbligatorio dei disturbati psichici. Sul fronte di scuola, universita’, ricerca e cultura, il programma del Pdl riprende, fra l’altro, il piano delle ”3 i”: inglese, impresa, informatica. E poi: commisurazione degli aumenti retributivi a criteri meritocratici con riconoscimenti agli insegnanti piu’ preparati e piu’ impegnati. E’ prevista la libera, graduale e progressiva trasformazione delle Universita’ in Fondazioni associative, aperte ai contributi dei territori, della societa’ civile e delle imprese, garantendo a tutti il diritto allo studio. Si pianifica inoltre la realizzazione dei ”Fondi dei fondi” per finanziare gli investimenti in ricerca sul modello di quanto realizzato in Francia. Per l’ambiente si introduce la destinazione di un ”5 per mille” apposito.

5) Il Sud. Il Pdl lavorera’ ad un Piano decennale straordinario concordato con le Regioni per il potenziamento, completamento e realizzazione delle infrastrutture. E poi: realizzazione di un piano strategico di riconversione dell’industria chimica pesante (impianti petrolchimici e centrali termoelettriche) ispirato alle nuove tecnologie. Pieno e tempestivo utilizzo dei fondi comunitari attraverso nuove intese istituzionali di programma; realizzazione della Banca del Sud, federalismo fiscale solidale e misure di fiscalita’ di sviluppo (fiscalita’ compensativa) a favore delle aree svantaggiate; · contrasto alla criminalita’ organizzata; piano di emergenza per la sicurezza e la legalita’.

6) Federalismo: attuazione al disposto dell’articolo 119 della Costituzione, assegnando agli enti territoriali le piu’ idonee fonti di finanziamento. A tale scopo si punta all’approvazione da parte del Parlamento della proposta di legge ”Nuove norme per l’attuazione dell’art. 119 della Costituzione”, adottata dal Consiglio Regionale della Lombardia il 19 giugno 2007.

7) Un piano straordinario di finanza pubblica. Si parte da una premessa: “La realizzazione del nostro programma e’ sottoposta a 3 vincoli esterni essenziali: il vincolo costituito dalla crisi economica in atto nel mondo ed in Italia”, il vincolo “imposto dagli impegni di Trattato europeo, impegni che l’Italia ha assunto e che il nostro prossimo governo intende rispettare”, il vincolo costituito “dall’attuale instabile equilibrio dei conti pubblici italiani”. In ogni caso, si legge nel programma, “non metteremo le mani nelle tasche dei cittadini. Non aumenteremo dunque la pressione fiscale. Anzi ci sforzeremo di ridurla. Fermo l’obiettivo di contrasto e di recupero dell’evasione fiscale”. In sintesi, la proposta e’ quella di un “grande e libero patto tra Stato, Regioni, Province, Comuni, risparmiatori ed investitori”. Un patto che: realizzi il federalismo fiscale solidale.

1. Lo Stato: ’spendere meglio e meno allo scopo di arrivare a ridurre il deficit e il debito pubblico sotto il 90% del Pil.

2. Per un fisco amico dello sviluppo e prevede per il 2008 una detrazione più alta per il lavoro dipendente, un abbassamento delle aliquote Irpef dal 2009 di un punto l’anno per tre anni, una dote fiscale di 2500 euro per i figli, detrazione per l’affitto pagato e aliquota fissa su quello percepito. Per le imprese si favorisce la capitalizzazione tramite sconti di imposta. Il tutto nel quadro del federalismo fiscale.

3. Cittadini e imprese più sicuri, con l’approvazione del Pacchetto sicurezza, la certezza della pena, più agenti nelle strade.

4. Diritto alla giustizia giusta che prevede fra l’altro: accorpamento dei Tribunali, processo telematico, specializzazione dei magistrati. Un capitolo del quarto punto è dedicato a “Garanzie e diritti”: le intercettazioni servono all’autorita’ giudiziaria ma “ci sia chi risponda delle violazioni del diritto alla riservatezza”. Morando ha spiegato che il responsabile del procedimento non può che essere individuato nel Pubblico ministero. In questa parte del programma si assume l’impegno a prevenire l’accanimento terapeutico anche attraverso il testamento biologico, e si sancisce che “il Pd promuove il riconoscimento dei diritti delle persone stabilmente conviventi”.

5. L’ambientalismo del fare indica come prioritari il superamento della dipendenza dal petrolio attraverso il ricorso alle fonti rinnovabili, valutazione di impatto ambientale da concludersi in tre mesi, impianti di rigassificazione, e sistema di trasporti sempre piu’ basato su ferrovie. Nel documento si decreta il “basta con l’ambientalismo del ‘no’”, e il “si’ ad infrastrutture moderne e sostenibili”, chiamando le cose “con il loro nome: rigassificatori, termovalorizzatori, Tav Lione-Torino-Trieste”.

6. “Stato sociale: più eguaglianza e più sostegno alla famiglia, per crescere meglio”. Si prevede una sola Agenzia nazionale per la sicurezza sul lavoro, misure per incentivare la possibilita’ di ricorrere agli asili nido, scuole elementari aperte anche il pomeriggio, compenso minimo legale di 1000-1100 euro netti mensili per i precari. Conto la legge Bossi-Fini, che Morando ha sostenuto aver “prodotto clandestini”, il ricorso agli sponsor garantiti e certificati e poi il voto agli immigrati nelle elezioni amministrative. Nella sanità, stop alle “nomine clientelari e partitiche”. E ancora, attuazione della legge 194 in tutte le sue parti.

7. Scuola, Università e ricerca. L’obiettivo è di portare al diploma il 95% degli studenti, più ore di matematica e, fra l’altro, “cento nuovi campus della scuola dell’obbligo pronti entro il 2010. Per i ricercatotori, si punta a “garantire a 1.000 giovani ricercatori ad alto potenziale di lavorare liberi attorno alle proprie idee”.

8. Imprese più forti per competere meglio, con incentivi alle piccole e medie imprese, la contendibilita’, le liberalizzazioni e norme sul conflitto di interessi. Contro la burocrazia, si pensa di restituire sotto forma di credito di imposta il 50% del costo che ha per i cittadini l’introduzione di nuove procedure.

9. Concorrenza produce crescita”: il nono punto del programma del Pd promette “ogni anno una legge sulla concorrenza”, a cominciare da telefonia, trasporti, distribuzione dei carburanti”.

10. Sud e Mediterraneo con riguardo particolare al sistema dei trasporti.

11. Riforme per una “Democrazia governante. “Le riforme si fanno insieme” si legge nel documento, che propone una Camera con 470 deputati eletti in collegi uninominali scelti con le primarie e con il vincolo di genere, e un Senato delle autonomie con 100 componenti. Governo di 12 ministri con 60 membri complessivi, con premier che ottiene la fiducia dalla sola Camera e che può proporre la revoca dei ministri. Pur non essendo una riforma istituzionale in senso stretto, si propone di introdurre il metodo del calcolo contributivo per i vitalizi dei parlamentari come per tutti i lavoratori. Inoltre, voto ai sedicenni alle amministrative.

12. Oltre il duopolio, la Tv dell’era digitale con l’assegnazione delle frequenze secondo le direttive Ue e il rispetto delle sentenze della Consulta. Per la Rai, Fondazione e un amministratore unico. Inoltre, un fondo per la qualità dei programmi finanziato con il 2% dell’intero fatturato pubblicitario.

I programmi politici

Marzo 29, 2008

Il 13 ed il 14 Aprile saremo chiamati ad esprimere la nostra scelta politica, alcuni dicono per il nostro futuro e poi fanno cadere i governi dopo pochi mesi di attività. In questi giorni siamo stati tutti inondati di e-mail che inondano le nostre caselle di poste elettroniche, di volantini che riempiono le tasche, di lettere che fanno impazzire i nostri postini, senza parlare degli inviti a cene, feste in villa con piscina o addirittura in navi da crociera, ai più modesti dibattiti nelle piazze, mi chiedo a cosa serva tutto…. di certo non cambieremo la nostra idea andando ad una di queste feste o leggendo uno dei tanti manifesti che si incontrano per le vie del paese. Io penso che i cittadini quest’anno più che mai hanno già fatto le loro scelte, alcuni condizionati dai loro ideali o colori che siano, qualcuno da precedenti esperienze, altri guidati da interessi più o meno leciti, altri infine dai loro sogni. Allora non mi resta che ringraziare tutti i partecipanti a questo blog (ormai più di 500) augurandovi che la vostra scelta non venga condizionata da tutto ciò ma che sia semplicemente espressione della nostra libertà.

Mi scuso con i lettori per il mio piccolo sfogo, ma vi assicuro che il mio intento era solamente quello di pubblicare i programmi politici dei partiti candidati alle prossime nazionali, a cui da oggi dedicheremo un po’ del nostro tempo, naturalmente invito tutti a inviarci i vostri commenti sull’argomento. Grazie Carletto.