Oggi Ubuntu Hardy Heron

Aprile 24, 2008

E’ la prima volta che tratto un argomento di informatica ma, essendo oltre al mio lavoro una mia passione, volevo condividere con voi l’uscita della nuova versione del miglior sistema operativo in corcolazione: Ubuntu Hardy Heron. Un sistema operativo GNU/Linux per PC sicuro, stabile e gratuito che da parecchio tempo sta convincendo sempre piu persone ad abbandonare Windows.

Ubuntu prende il nome da un’antica parola africana che significa “io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti” e la distribuzione Ubuntu migra questo spirito nel mondo del software attraverso un sistema operativo semplice, affidabile e capace di adattarsi alle necessità di tutti i suoi utenti.

Ecco le caratteristiche salienti di Ubuntu:

  • È completamente gratuito;
  • È totalmente al sicuro da Virus e attacchi informatici;
  • È stabile: le schermate blu di Windows saranno soltanto un brutto ricordo. Il sistema resta veloce con il passare del tempo invece di rallentare;
  • Permette di utilizzare programmi e giochi per Windows;
  • È di facile utilizzo tanto che è stato denominato: “Linux per esseri umani“;
  • È facilmente reperibile in quanto scaricabile gratuitamente dal sito di Ubuntu;
  • Puo essere usato per portare in vita PC dati per finiti, viste le richieste di hardware minime;
  • Più di 20.000 software installabili in un solo click;
  • Linux conta oltre 30.000.000 di utenti nel mondo in continua crescita e una comunità molto attiva nell’aiutare i nuovi utenti;

Oltre a queste e ad altre caratteristiche che lo rendono unico, Ubuntu è all’avanguardia nel campo della grafica e degli effetti visivi, di gran lunga superiori a quelli offerti da Windows Vista. Guardate il video per farvi un idea.

Personalmente uso Ubuntu già da qualche anno e non tornerei per nessun motivo a Windows. Non vi resta che provare, anche solo per curiosità, e vi assicuro che non ve ne pentirete!!

Domani 25 aprile si terrà il V2 Day sulla libera informazione in un libero Stato. Il cittadino informato può decidere, il cittadino disinformato “crede” di decidere. Disinformare è il miglior modo per dare ordini. Si raccoglieranno le firme per tre referendum: l’abolizione dell’ordine dei giornalisti di Mussolini, presente solo in Italia, la cancellazione dei contributi pubblici all’editoria, che la rende dipendente dalla politica, e l’eliminazione del Testo Unico Gasparri sulla radiotelevisione, per un’informazione libera dal duopolio partiti-Mediaset.

Ma vediamo i tre referendum più in dettaglio:

Abolizione dei finanziamenti pubblici all’editoria

Il finanziamento pubblico ai giornali costa al cittadino italiano quasi un miliardo di euro all’anno. L’editoria, può quindi, a pieno titolo essere definita editoria di Stato. Ci sono buoni e anche ottimi giornalisti, quelli che scrivono rischiando la pelle, quelli emarginati, quelli sotto pagati. Il 25 aprile non è contro di loro, ma contro l’ingerenza della politica nell’informazione.
Il lettore non conta nulla per l’editore di un giornale, contano di più i finanziamenti pubblici (partiti), la pubblicità (Confindustria, ABI, Confcommercio) e i gadget (dvd, fumetti, eccetera).

Abolizione dell’ordine dei giornalisti

Mussolini creò nel 1925, unico al mondo, un albo nel quale si dovevano iscrivere i giornalisti. L’albo era controllato dal Governo e messo sotto la tutela del ministro della Giustizia, il Mastella dell’epoca.
Nel 1963 l’albo divenne con una nuova legge ordine professionale dei giornalisti con regole, pensione, organismi di controllo, requisiti di ammissione. Una corporazione con dei saldi principi. Infatti nella legge 69/1963 è scritto che: è diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d’informazione e di critica, mentre è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede.
Einaudi scrisse: “L’albo obbligatorio è immorale, perché tende a porre un limite a quel che limiti non ha e non deve avere, alla libera espressione del pensiero. Ammettere il principio dell’albo obbligatorio sarebbe un risuscitare i peggiori istituti delle caste e delle corporazioni chiuse, prone ai voleri dei tiranni e nemiche acerrime dei giovani, dei ribelli, dei non-conformisti”
Berlinguer aggiunse: “Io sono contrario al requisito di qualsiasi titolo di studio per la professione di giornalista, perché considero questo come una discriminazione assurda, una discriminazione di classe, contraria alla libertà di stampa e alla libera espressione delle proprie opinioni”.
L’informazione è libera e l’ordine dei giornalisti limita la libertà di informazione. Chiunque deve poter scrivere senza vincoli se non quelli previsti dalla legge.
I giornalisti liberi straccino la tessera, non ne hanno bisogno, il loro unico punto di riferimento è il lettore.

Abolizione della legge Gasparri

La Corte europea di giustizia ha condannato il regime italiano di assegnazione delle frequenze radiotelevisive.

La Corte ha dato ragione a Europa 7, le cui frequenze sono occupate dalla rete di propaganda di Arcore, detta anche Rete 4. La Corte ha evidenziato che il regime di assegnazione delle frequenze nel nostro Paese:
- non rispetta il principio della libera prestazione dei servizi
- non ha criteri di selezione obiettivi – trasparenti – non discriminatoriproporzionati (poi ha finito gli aggettivi)

La sentenza europea segue quelle a favore di Europa 7 della Corte costituzionale, del Consiglio di Stato e dell’Avvocato generale della Corte di Giustizia europea del 12 settembre 2007 (che ha bocciato la legge Gasparri).
Mi aspetto che si faccia applicare la sentenza senza invocare la Nato e l’ONU. Ma sono sicuro che non succederà. Con il solito trucco: cambieranno la legge.
Le frequenze radiotelevisive sono in concessione, significa che sono di proprietà dello Stato, che può decidere, liberamente, a chi assegnarle. Le frequenze sono quindi dei cittadini, di nostra proprietà.
Le leggi che hanno regolamentato il sistema radiotelevisivo, dalla Mammì alla Gasparri, hanno creato un mostro: il Testo Unico. Cambiarlo solo in parte è inutile, va eliminato per poter definire, da zero, nuove regole che garantiscano una vera informazione.

Le firme verranno raccolte anche in molte città siciliane (guarda la mappa), tra cui a Carini in Via Umberto I.

Accorrete numerosi!

Video Scarlet Musa

Aprile 24, 2008

Disponibile online su YouTube il video di miele acido degli Scarlet Musa…..