Da quando si è insediato il nuovo governo, la nostra democrazia è stata costantemente messa a dura prova. Tutti quelli che credevano che Berlusconi avesse finito di usare i poteri di premier per sbrigare e risolvere i suoi affari personali deve ricredersi. Chi pensava che potesse stavolta (finalmente!) fare gli interessi della nazione si sbagliava di grosso. La situazione è chiara e sotto gli occhi di tutti.

E’ tutto alla luce del sole e qui sta il bello…chi ammirava Berlusconi, nonostante le cose scandalose che sta cercando di fare, continua ad ammirarlo come se gli fosse concesso tutto, anche di minare alla nostra libertà.

Riporto le parole di uno dei pochissimi giornalisti liberi e indipendenti rimasti in Italia oggi.

“Personalmente, annuncio fin d’ora che continuerò a informare i lettori senza tacere nulla di quel che so. Continuerò a pubblicare, anche testualmente, per riassunto, nel contenuto o come mi gira, atti d’indagine e intercettazioni che riuscirò a procurarmi, come ritengo giusto e doveroso al servizio dei cittadini. Farò disobbedienza civile a questa legge illiberale e liberticida. A costo di finire in galera, di pagare multe, di essere licenziato. Al primo processo che subirò, chiederò al giudice di eccepire dinanzi alla Consulta e alla Corte europea la illegittimità della nuova legge rispetto all’articolo 21 della Costituzione e all’articolo 10 della Convenzione europea sui diritti dell’uomo e le libertà fondamentali (“Ogni persona ha diritto alla libertà d’espressione. Tale diritto include la libertà d’opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche…”, con possibili restrizioni solo in caso di notizie “riservate” o dannose per la sicurezza e la reputazione). Mi auguro che altri colleghi si autodenuncino preventivamente insieme a me e che la Federazione della Stampa, l’Unione Cronisti, l’associazione Articolo21, oltre ai lettori, ci sostengano in questa battaglia di libertà. Disobbedienti per informare. Arrestateci tutti.”

Marco Travaglio

Giovanni Falcone

Un uomo fa quello che è suo dovere fare, quali che siano le conseguenze personali, quali che siano gli ostacoli, i pericoli o le pressioni. Questa è la base di tutta la moralità umana. (J.F. Kennedy)

Erano le 17:58 quando una carica di cinque quintali di tritolo posizionata in un tunnel scavato sotto la sede stradale nei pressi dello svincolo di Capaci-Isola delle Femmine viene azionata per telecomando da Giovanni Brusca, il sicario incaricato da Totò Riina. La deflagrazione provoca un’esplosione immane ed una voragine enorme sulla strada. Giovanni Falcone viene portato presso l’ospedale Civico di Palemo.

L’Italia intera, sgomenta, trattiene il fiato per la sorte delle vittime con tensione sempre più viva e contrastante, sinché alle 19:05, un’ora e sette minuti dall’attentato, Giovanni Falcone muore dopo alcuni disperati tentativi di rianimazione, a causa della gravità del trauma cranico e delle lesioni interne. La moglie Francesca Morvillo morirà anch’essa, poche ore dopo.

Falcone era stato lasciato solo, dimenticato dallo stesso Stato che lui serviva con tanta dedizione e passione. Il suo ricordo però è sempre vivo e ardente. E’ stato un grande esempio per tutto il popolo italiano. Quel giorno hanno ucciso un grande uomo ma hanno dato vita ad uno straordinario eroe.

“Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini” (Giovanni Falcone)

Per il XVI anniversario della strage di Capaci, l’associazione Giovannni e Francesca Falcone organizza una giornata in memoria del magistrato ucciso. Dettagli sugli eventi e sul concerto di questa sera a Piazza Magione sono disponibili a questo link.

Dal blog di Antonio Di Pietro:

“Il Presidente del Consiglio si fa una legge a suo uso e consumo. Questa volta il governo ha presentato una proposta criminogena per salvare Rete4. Ancora una volta saranno gli italiani a pagare per Silvio Berlusconi. E’ stato infatti presentato un emendamento per aggirare la sentenza della Corte di Giustizia europea e quella della Corte Costituzionale italiana, sentenze che danno ragione a Europa7.

Piuttosto che dare immediata esecutività a quella sentenza, come sarebbe avvenuto in qualsiasi Paese democratico, il nostro Governo risponde con un emendamento per aggirarla. Quella gara fu vinta da Europa7 a cui non è stato mai permesso di trasmettere fin dal 1999. Oggi Rete4, se dovesse passare questo emendamento, continuerebbe a farlo, in barba a qualsiasi rispetto delle leggi e delle sentenze.

Berlusconi è un uomo di cui non ci si può fidare e che antepone gli interessi delle sue aziende a quelli della collettività che dovrà pagare 350 mila euro al giorno con effetto retroattivo dal primo gennaio 2006 per vedere Emilio Fede (127 milioni di euro annui, questo il prezzo pagato a Rete 4 dagli italiani).”

Per chi l’avesse persa, vi segnalo la replica della diretta di ieri dal blog di Beppe Grillo.

Prima parte:

Seconda parte:

Marco Travaglio in diretta

maggio 19, 2008

Ogni lunedì alle ore 14.00 Marco Travaglio parlerà in diretta in streaming audio/video dal blog di Beppe Grillo. Se volete assistere alla diretta sintonizzatevi alla giusta ora e cliccate sul banner in basso.

Libera informazione in libero stato.

passaparola

Riporto un articolo molto interessnte apparso oggi sul blog di Beppe Grillo. E’ bene che certe cose si sappiano!

“Fede costa agli italiani 350.000 euro al giorno. Dal primo gennaio 2006, con effetto retroattivo. La Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia a una multa di circa 130 milioni di euro all’anno se Rete 4 non cederà a Europa 7 le frequenze che Testa d’Asfalto ha in concessione dallo Stato. Per l’Europa l’assegnazione delle frequenze in Italia non rispetta la libera prestazione dei servizi e non ha criteri di selezione obiettivi.
La sentenza europea è la terza a favore di Europa 7 dopo quelle della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato. Testa d’Asfalto toglie l’ICI, ma introduce il canone Fede. Non ci sono conflitti di interessi? Perchè gli italiani devono pagare per guardare Fido Bau ogni sera? Se il concessionario pubblico di tre reti nazionali Testa d’Asfalto non sposterà Rete 4 sul satellite gli italiani alla fine del suo prossimo glorioso quinquennio pagheranno circa UN MILIARDO di euro di multa considerando gli arretrati.
Testa d’Asfalto è un genio, oltre alla concessione pubblica, la pubblicità a pagamento su tre reti avute in eredità da Craxi, avrà anche il finanziamento pubblico. Il ministero delle Comunicazioni non c’è più. In realtà non c’era neppure prima. Gentiloni che potrà dedicarsi di più al tennis con Ermete invece di passare lunghi week end ad Arcore.
L’ Agcom con il supporto del PD e della Repubblica e della Finocchiaro e di Topo Gigio è impegnata a tempo pieno sul pericoloso Travaglio. Se pò fà. Con i nostri soldi se pò fà.
Per sapere quanto stiamo versando al Presidente del Consiglio per non applicare le sentenze su Rete 4 scaricate e diffondete il banner. E’ bello contribuire al successo economico di Testa d’Asfalto con le nostre tasse.”

Ed eccoli tornati con un nuovo album, giusto in tempo per proporsi come colonna sonora dell’estate che sta per arrivare..Molti di voi conosceranno già il noto gruppo siciliano, originario di Raffadalli (AG). Giunti ormai al quarto album, i Tinturia con “Di mari e d’amuri” (anticipato dal singolo “I don’t know”) sfornano un disco a 360° in cui convergono diversi generi musicali, dal pop/rock al folk, dal rap al reggae. L’album contiene 10 tracce inedite cantate in italiano e in dialetto siciliano.

Tracklist:

1. Di mare e d’amuri
2. Dimmi che per me c’è il meglio
3. I don’t know
4. Sudo
5. ‘U pisci spada
6. De generatione
7. A chi mi sa dare musica
8. Oblomov
9. Sto correndo
10. Cercasi Rosa
11. Abballu senza sballu

Oggi Ubuntu Hardy Heron

aprile 24, 2008

E’ la prima volta che tratto un argomento di informatica ma, essendo oltre al mio lavoro una mia passione, volevo condividere con voi l’uscita della nuova versione del miglior sistema operativo in corcolazione: Ubuntu Hardy Heron. Un sistema operativo GNU/Linux per PC sicuro, stabile e gratuito che da parecchio tempo sta convincendo sempre piu persone ad abbandonare Windows.

Ubuntu prende il nome da un’antica parola africana che significa “io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti” e la distribuzione Ubuntu migra questo spirito nel mondo del software attraverso un sistema operativo semplice, affidabile e capace di adattarsi alle necessità di tutti i suoi utenti.

Ecco le caratteristiche salienti di Ubuntu:

  • È completamente gratuito;
  • È totalmente al sicuro da Virus e attacchi informatici;
  • È stabile: le schermate blu di Windows saranno soltanto un brutto ricordo. Il sistema resta veloce con il passare del tempo invece di rallentare;
  • Permette di utilizzare programmi e giochi per Windows;
  • È di facile utilizzo tanto che è stato denominato: “Linux per esseri umani“;
  • È facilmente reperibile in quanto scaricabile gratuitamente dal sito di Ubuntu;
  • Puo essere usato per portare in vita PC dati per finiti, viste le richieste di hardware minime;
  • Più di 20.000 software installabili in un solo click;
  • Linux conta oltre 30.000.000 di utenti nel mondo in continua crescita e una comunità molto attiva nell’aiutare i nuovi utenti;

Oltre a queste e ad altre caratteristiche che lo rendono unico, Ubuntu è all’avanguardia nel campo della grafica e degli effetti visivi, di gran lunga superiori a quelli offerti da Windows Vista. Guardate il video per farvi un idea.

Personalmente uso Ubuntu già da qualche anno e non tornerei per nessun motivo a Windows. Non vi resta che provare, anche solo per curiosità, e vi assicuro che non ve ne pentirete!!

Domani 25 aprile si terrà il V2 Day sulla libera informazione in un libero Stato. Il cittadino informato può decidere, il cittadino disinformato “crede” di decidere. Disinformare è il miglior modo per dare ordini. Si raccoglieranno le firme per tre referendum: l’abolizione dell’ordine dei giornalisti di Mussolini, presente solo in Italia, la cancellazione dei contributi pubblici all’editoria, che la rende dipendente dalla politica, e l’eliminazione del Testo Unico Gasparri sulla radiotelevisione, per un’informazione libera dal duopolio partiti-Mediaset.

Ma vediamo i tre referendum più in dettaglio:

Abolizione dei finanziamenti pubblici all’editoria

Il finanziamento pubblico ai giornali costa al cittadino italiano quasi un miliardo di euro all’anno. L’editoria, può quindi, a pieno titolo essere definita editoria di Stato. Ci sono buoni e anche ottimi giornalisti, quelli che scrivono rischiando la pelle, quelli emarginati, quelli sotto pagati. Il 25 aprile non è contro di loro, ma contro l’ingerenza della politica nell’informazione.
Il lettore non conta nulla per l’editore di un giornale, contano di più i finanziamenti pubblici (partiti), la pubblicità (Confindustria, ABI, Confcommercio) e i gadget (dvd, fumetti, eccetera).

Abolizione dell’ordine dei giornalisti

Mussolini creò nel 1925, unico al mondo, un albo nel quale si dovevano iscrivere i giornalisti. L’albo era controllato dal Governo e messo sotto la tutela del ministro della Giustizia, il Mastella dell’epoca.
Nel 1963 l’albo divenne con una nuova legge ordine professionale dei giornalisti con regole, pensione, organismi di controllo, requisiti di ammissione. Una corporazione con dei saldi principi. Infatti nella legge 69/1963 è scritto che: è diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d’informazione e di critica, mentre è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede.
Einaudi scrisse: “L’albo obbligatorio è immorale, perché tende a porre un limite a quel che limiti non ha e non deve avere, alla libera espressione del pensiero. Ammettere il principio dell’albo obbligatorio sarebbe un risuscitare i peggiori istituti delle caste e delle corporazioni chiuse, prone ai voleri dei tiranni e nemiche acerrime dei giovani, dei ribelli, dei non-conformisti”
Berlinguer aggiunse: “Io sono contrario al requisito di qualsiasi titolo di studio per la professione di giornalista, perché considero questo come una discriminazione assurda, una discriminazione di classe, contraria alla libertà di stampa e alla libera espressione delle proprie opinioni”.
L’informazione è libera e l’ordine dei giornalisti limita la libertà di informazione. Chiunque deve poter scrivere senza vincoli se non quelli previsti dalla legge.
I giornalisti liberi straccino la tessera, non ne hanno bisogno, il loro unico punto di riferimento è il lettore.

Abolizione della legge Gasparri

La Corte europea di giustizia ha condannato il regime italiano di assegnazione delle frequenze radiotelevisive.

La Corte ha dato ragione a Europa 7, le cui frequenze sono occupate dalla rete di propaganda di Arcore, detta anche Rete 4. La Corte ha evidenziato che il regime di assegnazione delle frequenze nel nostro Paese:
- non rispetta il principio della libera prestazione dei servizi
- non ha criteri di selezione obiettivi – trasparenti – non discriminatoriproporzionati (poi ha finito gli aggettivi)

La sentenza europea segue quelle a favore di Europa 7 della Corte costituzionale, del Consiglio di Stato e dell’Avvocato generale della Corte di Giustizia europea del 12 settembre 2007 (che ha bocciato la legge Gasparri).
Mi aspetto che si faccia applicare la sentenza senza invocare la Nato e l’ONU. Ma sono sicuro che non succederà. Con il solito trucco: cambieranno la legge.
Le frequenze radiotelevisive sono in concessione, significa che sono di proprietà dello Stato, che può decidere, liberamente, a chi assegnarle. Le frequenze sono quindi dei cittadini, di nostra proprietà.
Le leggi che hanno regolamentato il sistema radiotelevisivo, dalla Mammì alla Gasparri, hanno creato un mostro: il Testo Unico. Cambiarlo solo in parte è inutile, va eliminato per poter definire, da zero, nuove regole che garantiscano una vera informazione.

Le firme verranno raccolte anche in molte città siciliane (guarda la mappa), tra cui a Carini in Via Umberto I.

Accorrete numerosi!

Video Scarlet Musa

aprile 24, 2008

Disponibile online su YouTube il video di miele acido degli Scarlet Musa…..

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